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Firenze delle letterature. Politiche, pratiche, proposte

25 mag

Venerdì 25 maggio alle ore 19, presso il Caffè letterario “Le Murate” di Firenze si terrà un incontro pubblico tra sindaco e scrittori fiorentini, per discutere delle politiche culturali necessarie a far diventare Firenze dimora di manifestazioni di qualità.

Gli scrittori che parteciperanno all’incontro sono alcuni degli intellettuali che si sono mobilitati nella battaglia contro il “Festival dell’Inedito”, un evento a carattere speculativo al quale il Comune aveva dato il suo patrocinio, poi ritirato in seguito alla vasta mobilitazione nazionale.

I partecipanti alla battaglia si sono ritrovati in questi mesi per valutare la possibilità di istituire un tavolo permanente che funga da promotore di iniziative culturali aperte alla cittadinanza e condivise da tutti coloro i quali hanno a cuore lo sviluppo e la diffusione dei saperi e delle arti a Firenze.

Aspirazione che sarà presentata nel corso dell’incontro di venerdì per mezzo di un confronto pubblico a cui tutti i cittadini sono invitati.

 

Chi siamo

Siamo un gruppo di scrittori, intellettuali e artisti legati alla città di Firenze. Pubblichiamo da anni presso editori nazionali, organizziamo iniziative e seminari, lavoriamo in case editrici, librerie, scuole e università, scriviamo su quotidiani, webzine, riviste, promuoviamo la letteratura e la lettura. Non rappresentiamo un movimento di poetica né istanze localistiche, ma crediamo in valori e pratiche comuni legate alla letteratura come patrimonio della nostra città e di tutti.

 

Http://firenzedelleletterature.wordpress.com

Tutti i Ragni – Vanni Santoni

15 mag

Immagine

Sto libro è veramente bello. Chapeau.

Intervista di Senzamecenate a Collettivomensa

10 mag

Il sito Senzamecenate gentilmente ci intervista. E noi rispondiamo.

Per sicurezza ve la pubblico pure qua sotto, snobbettini del casso.

 

Dalla vostra “non biografia” si legge che non siete un collettivo, né una mensa, né una rivista autoprodotta. Dunque, desistiamo dal trovare un termine che possa definirvi? 

Sul serio? No, sul “rivista autoprodotta” mi sembra avessimo lasciato qualche possibilità in più. Comunque un po’ sì, come diceva Leibniz: “comunque un po’ sì”. Però forse è proprio nel tentativo di autodefinirsi che si diventa qualcosa, o qualcosa di diverso/nuovo, per cui “Collettivomensa si scrive Collettivomensa”, che è un algoritmo piuttosto basilare e tutto il resto è in fieri. È più facile lasciarsi indietro zavorra nel negarsi altre possibilità d’essere, che decidere quali accogliere a prescindere, credo lo facesse anche Michelangelo quando, stanco dello scalpello, impugnava la zappa. 

Con cadenza non abituale, realizzate una rivista che può essere acquistata sia online che in alcune edicole sparse nelle principali città d’Italia. Quali sono i temi trattati? 

L’ultimo era incentrato sul disgusto, sul fastidio e sull’angoscia. Si chiamava per l’appunto: Capezzone. Tre cantiche di una terrena commedia, catabasi nel profondo, nel profondo intendo tipo fisting anale. Però abbiamo affrontato anche problemi più domestici, lotte intestine, immaginazione al dovere, ideal standard. Più che bei temi, scegliamo bei titoli, poi gli autori ci salvano il culo. 

La chilometrica lista degli autori conferma che non è un progetto di nicchia. Come riuscite a mettere insieme tutte queste “teste”? 

Li paghiamo profumatamente. Con salsicce e patate. Gli altri li minacciamo, nel senso che c’è una minaccia morale sottesa quando chiedi a un autore di partecipare a una rivista “underground”, se ti scaca sa che verrà considerato “snob” dall’”undergound” e anzi peggio un “venduto”. E un buon autore dovrebbe temere tantissimo questo tipo di giudizio, per cui posso dire senza ombra di dubbio che tutti quelli che scrivono sul collettivomensa sono dei buonissimi autori, tutti gli altri sono venduti e snob. 

Quali sono i requisiti che deve possedere un autore del Collettivomensa? 

Beh, di sicuro la prudenza, che è stata la virtù cardine del Collettivomensa fin dagli albori, che se volessimo cercare una collocazione temporale li inseriremmo (gli albori, dico) alla fine dell’alto medioevo. Poi la fortezza e la temperanza, che pure sono importanti anche se meno, e lo diciamo senza ipocrisie, rischiando di risultare scomodi. Un tempo davamo importanza alla giustizia ma ora non ci facciamo più tanto caso. Di sicuro devono mostrarsi come autori della porta accanto. Se illibati e con un tatuaggio colorato meglio. 

C’è qualche rivista, qualche fumetto, qualche autore dal quale traete ispirazione? 

No, e te lo dico senza presunzione. Ci rendiamo conto di essere un punto di riferimento per molti giovani che hanno smarrito la strada. Alla base del nostro progetto c’è l’idea di usare la letteratura e il fumetto come mezzo per raggiungere la ribalta sociale. Per riscattare le proprie radici senza sporcarsi le mani più di tanto… beh, se proprio devo farti un nome, se proprio volete farci passare per presuntuosi, ti dico 50 Cents. O anche il TomTom, perché no. 

Ho visto dal vostro blog che spesso siete voi a condurre interviste e recensioni letterarie. Qualche nome da suggerirci? 

Iacopo Barison, Benedetta Torchia, Pippo Balestra, e mi fermo qui così sono sicuro che mi date retta. Però i più bravi in assoluto, ma non so se risponderebbe, sono sicuramente: Fabiagio Salerno e come non ricordare Sacha Biazzo. 

Festival dell’inedito di Firenze (sospeso). Il Collettivomensa ha espresso, a riguardo, tutti i propri dubbi e preso una posizione chiara e determinata. Possibile che, nella nostra penisola, non si riesca mai ad organizzare un evento che miri a valorizzare e promuovere realmente i talenti (senza che dietro non vi sia sempre la solita “magagna”)? 

Siamo un paese cresciuto in una forte ottica democristiana con uno stabilizzatore ottimale, quelle poche volte che si è provato a cambiare ottica il risultato è venuto sfuocato. Secondo noi bisognerebbe proprio cambiare macchina, io consiglio Nikon. 

Ultima domanda. Con o senza mecenate? 

Forse dovremmo dire senza mecenate perché fa più ghetto però sarebbe ingiusto non citare la nostra dirimpettaia, che continua a comprare i quadri di Antonio Pronostico e a metterci mi piace agli status su Facebook. Poi in questi anni abbiamo trovato soltanto due persone che hanno finanziato il Collettivomensa: la prima era una suora, morta, per la quale non vale assolutamente il detto che vale per i fascisti, l’era buona pure in vita la poverina, e A. Sertoli, che ha versato cospicue somme nei nostri forzieri, Sertoli è forse conosciuto in quanto vecchio amico di Calamandrei, il presunto mandante degli ultimi quattro delitti del “mostro di Firenze”. Ora aspettiamo solo che Dell’Utri si accorga di noi. Evviva il ghetto.

Grazie Collettivo

P.s. Tutto il resto è leggibile e scaricabile dal sito http://collettivomensa.com/, se non passate siete snob.

http://www.senzamecenate.it/interviste/collettivomensa

A Firenze meglio un festival letterario vero. Lettera aperta di scrittori fiorentini (e non)

3 apr
Gentile Sindaco e Assessore alla Cultura Matteo Renzi,
Gentile Assessore all’Università, Ricerca e Politiche giovanili Cristina Giachi
Gentile amministrazione del Comune di Firenze,
Gentili redazioni di giornali, magazine e radio nazionali e locali,

apprendiamo dalla stampa nazionale e locale la nascita del “Festival dell’Inedito”, iniziativa con sede a Firenzeche dichiara promuovere i nuovi talenti e lo scouting letterario, previo però pagamento di cospicue quote di iscrizione da parte dei partecipanti.

L’entità di tali quote e le modalità stesse del procedimento di selezione mostrano a nostro avviso come l’obiettivo non dichiarato di questo concorso sia fare cassa sui sogni e le aspirazioni di chi scrive: ai 130 € (+IVA) richiesti per la prima fase di selezione, con i quali i concorrenti sostanzialmente acquistano una scheda di lettura della loro opera, si aggiungono infatti altri 400 € (+IVA), destinati tra altre cose al noleggio di uno spazio espositivo di cui si fatica a capire l’utilità. Crediamo che iniziative come questa riflettano quello che sta accadendo a una parte della produzione culturale italiana: la dismissione della selezione intellettuale intesa come valore e l’ostracizzazione della scelta critica in favore di pratiche di valutazione, promozione e pubblicazione a pagamento.

Se una città davvero aspira a essere comunità libera di scambio tra scrittori, ha il dovere promuovere e patrocinare iniziative di qualità dove scrittori e aspiranti possano veramente – e senza balzelli di sorta – entrare in contatto, e rifiutare quegli eventi che puntano innanzitutto a riscuotere denaro da chi coltiva un sogno.

Inviamo la presente non solo in qualità di scrittori, ma anche in qualità di lavoratori della cultura e del giornalismo, di operatori culturali, curatori, critici, ricercatori. La nostra posizione contempla cioè la preoccupazione nei confronti non solo di chi “acquista” cultura, ma anche di chi la produce: col nostro appello vogliamo difendere anche i diritti dei tanti lavoratori della cultura sottopagati e sfruttati, che ogni giorno realizzano traduzioni, comunicati stampa, volumi, eventi, lavorando per un ingranaggio che rischia di andare fuori dal proprio sesto anche a causa di cattive pratiche come quella di un “festival dell’inedito” in cui si chiedono cospicui contributi ai partecipanti.

Confidiamo che i soggetti privati e istituzionali promotori e organizzatori di questa iniziativa e i partner che vi aderiscono vogliano chiarire, in un confronto pubblico da prevedere in tempi brevi, quale idea di cultura intendano sostenere attraverso iniziative del genere.

Aderiscono da Firenze

Alessandro Raveggi
Vanni Santoni
Collettivomensa
Marco Vichi
Sergio Nelli
Paolo Ciampi
Ilaria Giannini
Marco Simonelli
Francesca Matteoni
Gregorio Magini
eFFe
Francesco Recami
Matteo Salimbeni
Rosaria Lo Russo
Paolo Maccari
Francesco D’Isa
Vittorio Biagini
Michele Dantini
Raoul Bruni

Aderiscono dall’Italia

Michela Murgia
Andrea Libero Carbone
Giorgio Vasta
Vincenzo Ostuni
Marco Mancassola
Gianfranco Franchi
Lucia Vergano
Alessandro Viti
Flavio Pintarelli
Matteo Fantuzzi
Valerio Cuccaroni
Scrittori Precari (Simone Ghelli, Gianluca Liguori, Luca Piccolino, Angelo Zabaglio)
Tommaso Giartosio
Carolina Cutolo
Andrea Cortellessa
Lorenza Pieri
Christian Raimo
Marco di Marco
Veronica Raimo
Valentina Rizzis
Carola Susani
Michele Vaccari
Lidia Massari
Sciltian Gastaldi
Mattia Carratello
Giuseppe Zucco
Emiliano Sbaraglia

L’arte del Piano B. Firenze

8 mar

Alla Citè, a Firenze, il 10 Marzo. Gianfranco Franchi presenta il suo libro per la Piano B. Si chiama L’arte del Piano B. Divertente no? E Simone Rossi suona con Bicio, che è bravissimo. Si chiamano Gianluca e le cose quando suonano insieme. Divertente pure questo nèvvero? Presenta Vanni Santoni, maddai. Capito gente che tipo di serata è? eh? A seguire si balla il bughi bughi.

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